PER IL CROLLO DELLA TORRE NEL PORTO DI GENOVA, NON SI PUO’ PARLARE DI “INCIDENTE”
Intervento del Geom. Augusto Ferraioli di “Pianeta Sicurezza Srl”
Come si può parlare di incidente, di fatalità, di errore di manovra, per l’impatto della nave mercantile con la torre piloti nel Porto di Genova?,
purtroppo era tutto “scritto”, nella localizzazione della torre, nella strana consuetudine di far eseguire le manovre nelle adiacenze della torre stessa.
Prevenzione, non è una strana parola, da mettere in una “teca”, per conservarla per i posteri, ma una “filosofia”, da cui non può e non deve prescindere nessuna attività umana, tantomeno la progettazione dii un complesso organismo come un porto.
Prevenire significa, che in fase di progettazione ed approvazione degli atti da parte dell’Ente preposto, siano tenute in considerazione tutte le variabili, tutte le problematiche, previa simulazione di tutte le prevedibili criticità.
Come si può costruire una torre, con sporto sul filo della banchina, raggiungibile dalla sagoma di una nave in manovra?.
Come mai nessuno si è posto il problema che, navi di quelle dimensioni non possono effettuare manovre, con la precisione di centimetri – è nell’ordine delle possibilità che durante le manovre vi possa essere un errore, un evento imprevedibile.
Si tratta, con le dovute proporzioni, di far decollare un areo, su una pista, che termina con un edificio di 20 piani. L’incidente è il “figlio” di quel modo di operare, progettare e governare, prescindendo dal concetto di prevenzione e di sicurezza.
Prevenzione e sicurezza, si aggiungono, sono elementi accessori, non sono coordinate inderogabili, nella organizzazione di grandi e complessi manufatti e/o attività di ogni genere. Un metodo “prescientifico”, pervade la cultura media del nostro paese – fra gli sprechi, anzi forse questi sprechi hanno uno spessore più significativo, vi sono i disastri ambientali, gli errori progettuali, la mancata programmazione dell’uso del territorio.
Tornando al fatto, certo cerchiamo le responsabilità del comandante della nave, ma si abbia il coraggio di individuare le vere responsabilità e di punirle in modo esemplare.